8 maggio - 22 giugno 2019 Mostra "Leonardo e i suoi saperi"

Mostra "Leonardo e i suoi saperi"

 

locandina mostra con tutte le conferenze page-0001

 

Enti promotori:
- Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino in collaborazione con ABNUT
- Fondazione Luigi Firpo, Centro Studi sul Pensiero Politico Onlus
- Università degli Studi di Torino

Curatori:
- dott.ssa Franca Porticelli, Coordinatore Ufficio Fondi Antichi e Collezioni Speciali, Tutela, Conservazione e Restauro della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
- dott.ssa Cristina Stango, Direttore della Biblioteca della Fondazione Luigi Firpo, Centro di Studi sul Pensiero Politico Onlus
- prof.ssa Piera Giovanna Tordella, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Studi Umanistici, Professore ordinario di Museologia e critica artistica e del restauro; Presidente del Consiglio bibliotecario del Polo di Scienze Umanistiche

Comitato d'onore:
- prof. Gianmaria Ajani, Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Torino
- dott. Guglielmo Bartoletti, Direttore della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
- prof. Vincenzo Ferrone, Università degli Studi di Torino e Presidente della Fondazione Luigi Firpo, Centro di Studi sul Pensiero Politico Onlus

Comitato scientifico:
- prof.ssa Lodovica Braida, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Studi Umanisti
- prof. Gian Mario Bravo, professore emerito, Università degli Studi di Torino
- prof. Francesco Cassata, Università degli Studi di Genova, Dipartimento di Antichità Filosofia e Storia
- prof. Daniele Castelli, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Scienze della Terra
- prof.ssa Paola Cifarelli, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Studi Umanistici
- dott. Andrea De Pasquale, Direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
- prof. Massimo Firpo, professore emerito, Università degli Studi di Torino
- prof. Elio Franzini, Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Milano
- prof. ssa Livia Giacardi, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Matematica "Giuseppe Peano"
- prof. Maria Teresa Giaveri, Accademia delle Scienze di Torino
- prof. Enrico Maltese, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Studi Umanistici
- prof. Enrico Pasini, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione, Delegato del Rettore per il Sistema Bibliotecario, Archivistico e Museale
- prof. Alberto Pelissero, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Studi Umanistici
- prof. Donato Pirovano, Università degli Studi di Torino, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici
- prof. Michele Rosboch, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Giurisprudenza

Sede espositiva: Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, Ridotto dell'Auditorium Vivaldi.

Periodo espositivo: 7 maggio-22 giugno 2019

 

In occasione delle celebrazioni per il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci (1452-1519), la mostra intende presentare una selezione dei fondi librari - da incunaboli a edizioni del 1952 relate al quinto centenario della nascita - della Biblioteca Nazionale Universitaria, della Fondazione Luigi Firpo, dell'Università degli Studi di Torino, legati al maestro di Vinci quale lettore, autore e soggetto tematico nelle più diverse declinazioni scientifiche e umanistiche.

Trentacinque le opere (incunaboli, manoscritti e rari) proposte dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Tesa in parte a restituire, sulla base di fonti prime, alcune letture dell'artista-scienziato, la selezione riunisce Incunaboli di particolare pregio, vedi l'edizione del Re Aedificatoria di Leon Battista Alberti (Firenze, Nicolò di Lorenzo, 1485) posseduta e annotata da Giulio Romano, e manoscritti di non minore significato, quali l'Historia Naturalis di Plinio il Vecchio, realizzata fra il XV e il XVI secolo per la famiglia Gonzaga, con miniature attribuite alla scuola di Andrea Mantegna, e La cité de Dieu di Sant'Agostino con la traduzione francese di Raoul de Presles (manoscritto membranaceo del XV secolo corredato da splendide miniature).

Sono quarantadue le opere presentate dalla Fondazione intitolata a Luigi Firpo (1915-1989), professore di Storia delle dottrine politiche nell'Università degli Studi di Torino, che fu membro della Commissione Nazionale Vinciana e autore di importanti contributi leonardiani. Proprio dalla cospicua presenza nel patrimonio librario della Fondazione, nata attorno alla biblioteca del grande studioso e bibliofilo, di saggi, cataloghi, edizioni di disegni leonardiani, si è tratto lo spunto per allestire la mostra in collaborazione con l'Università degli Studi di Torino e la Biblioteca Nazionale Universitaria.
Dieci dei testi sono stati redatti e curati dallo stesso Firpo, singolarmente o in collaborazione con altri studiosi, fra i quali Carlo Pedretti. Spiccano tra essi la preziosa edizione talloniana del Codice del volo degli uccelli conservato alla Biblioteca Reale di Torino e l'introduzione al catalogo della mostra dei disegni vinciani esposti dalla stessa biblioteca nel 1975, dedicata a Leonardo a Torino e poi ripubblicata nel 1983 nel fortunatissimo Gente di Piemonte. Gli altri trentadue testi, scaglionati lungo un arco temporale che dal 1898 giunge al 1952, documentano nel loro insieme l'attenzione rivolta a Leonardo nei decenni che videro in Italia e nel mondo uno straordinario incremento della sua fortuna critica, estesa dall'originario terreno artistico a quello della storia della scienza e della tecnica.

Esito di un complesso lavoro di verifica operato sul patrimonio bibliografico dell'Ateneo torinese, ampliato anche a fondi non ancora catalogati, i cinquantacinque titoli infine selezionati (dei quali si allega l'elenco corredato dei valori stimati a fini assicurativi dalla dott.ssa Maria Sabrina Lamparelli della Direzione Ricerca e Terza Missione) coinvolgono fondi librari del Polo di Scienze Umanistiche (Biblioteca storica d'Ateneo "Arturo Graf"; Biblioteca di Arte, Musica e Spettacolo; Biblioteca di Filosofia; Biblioteca di Studi Storici "Giovanni Tabacco"), del Polo CLE (Biblioteca Norberto Bobbio), del Polo di Scienza della Natura (Biblioteca di Matematica "Giuseppe Peano"), implicando i Dipartimenti di Culture Politica e Società, Economia e Statistica "Cognetti de Martiis", Filosofia e Scienze dell'Educazione, Giurisprudenza, Matematica "Giuseppe Peano", Studi Umanistici, Studi Storici. I testi, che attengono anche ad aree di ricerca e di sperimentazione leonardiana meno note e meno criticamente frequentate, investono un arco cronologico che dalla metà dell'Ottocento - ovvero dal volumetto (proveniente, come molti altri titoli, dal Fondo Patetta) sui Disegni di Leonardo posseduti da Giuseppe Vallardi (Milano, Agnelli, 1855) in effetti rivelatisi dopo la vendita da parte dell'antiquario milanese al Louvre in larga parte opere del Pisanello - giunge al 1952 per contemplare esiti editoriali legati alle celebrazioni del quinto centenario della nascita dell'artista. Di particolare evidenza storica, in rapporto alla mostra "Leonardo da Vinci e delle Invenzioni Italiane" organizzata a Milano al Palazzo dell'Arte nel 1939, il volume collettaneo introdotto da un testo di Pietro Badoglio, presidente del CNR dal 1937 al 1941, pagina nodale nel processo di mitizzazione politica di Leonardo come genio italico proseguito con l'esposizione tenutasi a Tokio nel 1942.

L'esposizione sarà corredata da catalogo (copyright dell'Università degli Studi di Torino).

Nel periodo espositivo, e a suo corollario, si terrà un ciclo di conferenze tematiche organizzato dagli enti promotori:
Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, Auditorium Vivaldi.
7 maggio (in concomitanza con l'inaugurazione della mostra) - prof. Massimo Firpo, professore emerito, Università degli Studi di Torino, 1519. Morte di Leonardo. L'Europa tra Rinascimento e Riforma.
28 maggio - prof. Francesco Cassata, Università degli Studi di Genova, Leonardo e il mito della scienza nell'Italia Fascista.
4 giugno - prof.ssa Mara Teresa Giaveri, Accademia delle Scienze di Torino, "L'uomo universale". Leonardo da Vinci nella scrittura di Paul Valéry.
11 giugno - prof.ssa Piera Giovanna Tordella, Università degli Studi di Torino, Leonardo e la filosofia del disegno.
20 giugno - prof. Elio Franzini - Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Milano, Leonardo e i filosofi.
20 novembre - prof. Livia Giacardi, Università degli Studi di Torino, "Sempre la pratica dev'essere edificata sopra la buona teorica". Leonardo da Vinci matematico.

Mostra "Lutero, la Riforma, l'Italia" dal 31 ottobre al 30 novembre 2017

Mostra "Lutero, la Riforma, l'Italia"
Torino, Biblioteca Nazionale Universitaria
31 ottobre - 30 novembre 2017

Il 31 ottobre 1517 Martin Lutero affiggeva le sue 95 tesi alla porta della chiesa del castello di Wittenberg, segnando l'inizio della Riforma protestante. Nel 2017 ricorrono dunque i 500 anni di quest'evento epocale, che tanto peso avrà sulla successiva storia dell'Occidente.
Il Comitato nazionale per la ricorrenza del quinto centenario della Riforma Protestante istituito dal MiBACT, presieduto dal prof. Marcello Verga e sotto la responsabilità scientifica del prof. Massimo Firpo, in collaborazione con la Fondazione Luigi Firpo Onlus, la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e l'Associazione Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, ha promosso l'esposizione di un centinaio di libri editi tra l'inizio del Cinquecento e l'inizio del Seicento, numerose incisioni originali di Albrecht Dürer, quadri provenienti da collezioni private, riproduzioni di dipinti, stampe, documenti, con particolare riferimento ai riflessi della Riforma nella penisola italiana. La mostra, allestita presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino in piazza Carlo Alberto 3, ha il sostegno della Società di Studi Valdesi, della Reale Mutua Assicurazioni e della casa editrice Pearson e il patrocinio della Città di Torino e della Regione Piemonte.
Un'occasione per ripensare le travagliate origini di quel pluralismo religioso dal quale, nonostante la strenua opposizione dei teologi di tutte le confessioni, sarebbero infine scaturite alcune delle più rilevanti conquiste della civiltà europea: la tolleranza, la libertà religiosa e poi quella politica, la laicità delle istituzioni pubbliche, i diritti dell'uomo.
ORARI DI APERTURA
LUNEDÌ-VENERDÌ 10.00-18.00 SABATO 10.00-13.00
INGRESSO LIBERO

Visite guidate gratuite su prenotazione - Per informazioni: 011.8129020 - This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

MOSTRA "PIEMONTE, BONNES NOUVELLES. TESTIMONIANZE DI STORIA SABAUDA ..."

In occasione del 600° anniversario del Ducato di Savoia 1416-2016 è stata allestita
una mostra e relativo convegno storico organizzati dalla Biblioteca Nazionale
Universitaria di Torino, dall'Associazione Amici, dal Centro Studi Piemontesi e dal
Consiglio Regionale del Piemonte, insieme ai tanti musei cittadini.
Due gli appuntamenti.

Giovedì 20 ottobre alle ore 18.00 presso l'Auditorium Vivaldi della Biblioteca
Nazionale Universitaria di piazza Carlo Alberto sarà inaugurata la mostra “Piemonte,
bonnes nouvelles – Testimonianze di storia sabauda nei fondi della Biblioteca
Nazionale Universitaria di Torino nel 600° anniversario del Ducato di Savoia“.
La Fondazione Luigi Firpo Onlus partecipa con il prestito dell'edizione del 1632 dell' "Apologia seconda per la serenissima 
casa di Sauoia in risposta alle scandalose inuettiue intitolate Prima e Seconda Sauoina ..." di Pierre Monod (1586-1644).

La mostra sarà visitabile dal 20 ottobre al 31 dicembre 2016.

Orari: lunedì-venerdì 10-18; sabato 10-13; prima domenica del mese 15-19

Giovedì 20 ottobre dalle 14.30 presso il Consiglio Regionale a Palazzo Lascaris e
venerdì e sabato 21-22 ottobre dalle 9.30 presso l’Auditorium Vivaldi di piazza
Carlo Alberto si terrà il Convegno “Savoie, bonnes nouvelles – Studi storici nel
600° anniversario del Ducato di Savoia“.

Maggiori informazioni sulla mostra: http://www.abnut.it/2016/10/10/mostra_savoia
Maggiori informazioni sul convegno:
http://www.abnut.it/2016/10/10/convegno_savoia

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Il sogno dell'utopia. Viaggi, terre, isole lontane e città ideali nelle immagini e nelle opere della biblioteca della Fondazione Firpo

La mostra "Il sogno dell'utopia. Viaggi, terre, isole lontane e città ideali nelle immagini e nelle opere della biblioteca della Fondazione Luigi Firpo" è stata inaugurata il 5 giugno 2014 e resterà aperta fino al febbraio 2015. La mostra è allestita nell'anti sala di studio della biblioteca a Palazzo d'Azeglio, via Principe Amedeo 34 ed è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 con orario continuato. Ingresso libero

1. Fin dal 1452, un "grande" della cultura italiana, Leon Battista Alberti, nel suo celebre De re aedificatoria, descrivendo la città ideale pose le premesse urbanistiche auspicabili, sulle quali poi si esercitarono, nell'età del Rinascimento, architetti, utopisti e politici, avviando un percorso di fervida laboriosità e di riflessioni, da tanti studiosi in seguito ricomposto e interpretato. Il "sogno" della città ideale, dall'architetto progettato con concretezza immanente e dai visionari concepito come un miraggio lontano – in un'isola, in un continente da scoprire in un angolo occulto della Terra o al di fuori del globo terrestre – accompagnò lo sviluppo della civiltà del mondo classico e, più tardi, dopo l'età di mezzo, dell'Europa della modernità e della contemporaneità.
La città fu fatta coincidere con l'«isola» lontana, raggiungibile con il «viaggio». I tre elementi – città, isola, viaggio – erano collegati al sogno, alla fantasia politica: il centro abitato sarebbe stato creato non come l'intendeva Alberti, ma nell'immaginazione, nel futuro, talvolta perfino non sull'orbe terracqueo ma in altri pianeti. Fu questa l'utopia: presente già nell'antichità, ma il nome fu coniato da Thomas More – cancelliere d'Inghilterra e poi fatto decapitare da Enrico VIII nel 1635 – nel suo celebre «aureo» libretto, Utopia (1516), che rappresentava sia il non-luogo o il luogo inesistente (dal greco, ou-topos sia anche il luogo fiorente (dal greco, eu-topos):
Gli antichi mi chiamarono Utopia per il mio isolamento; adesso sono emula della Repubblica di Platone, e forse la supero (infatti ciò che quella a parole ha tratteggiato, io sola la attuo con le persone, i beni, le ottime leggi), sicché a buon diritto merito di esser chiamata Eutopia, luogo felice (More).
All'utopia come speranza e gioia si accostò rapidamente l'utopia negativa, o cacoutopia o distopia, il cui tragitto storico condusse e porta fino al disastro delle società totalitarie e degradate, dispotiche, di George Orwell nella Fattoria degli animali (1945, dove, fra gli uguali, alcuni «sono più uguali») e alla condizione di uniformistica oppressione ideale e materiale in 1984 (1949).

2. L'utopia, congiunta all'utopismo – i due termini sono inscindibili –, con fasi di più o meno ampia fortuna fu sempre componente fondamentale del dibattito culturale e intellettuale della civiltà occidentale. Con una precisazione. Si trattò dell'utopia politica, anche quando assunse configurazione letteraria, ed è arduo individuare una forma di pensiero utopico che non abbia avuto un qualche rilievo politico, specialmente quando si pensi alle istanze più elevate di esso e vengano escluse le «degenerazioni», legate a profili di quella subcultura, che col «fantastico» ha riscosso e ottiene vasto successo: ad esempio, la popolare fantascienza o la nota fantapolitica, specie se di livello basso o infimo. In genere, con la configurazione dell'utopia e con la presentazione di orientamenti utopisti, si fece e si fa riferimento a un qualcosa di operante o da costruire, nel bene o nel male, nel futuro. Di conseguenza, furono compositi e variopinti i modelli delineati e, parallelamente, le discussioni sull'utopia «concreta» (Ernst Bloch). Per contrapposto, è talora tratteggiata la rappresentazione di un modulo perfetto, appunto utopico e non realistico, che conduce alla condanna, al giudizio d'inappellabile opposizione contro una o la società coeva, come accadde e avviene di fatto nella tradizione politica e intellettuale di ogni tempo.
Furono e continuano a essere molteplici gli aspetti assunti dal pensiero utopico e dalla pubblicistica dell'utopia: benché essa – a partire dal Rinascimento – si manifestasse soprattutto come liberazione della razionalità dell'uomo e del suo progetto di edificazione sociale (ma anche materiale e di costruzione fisica) contro l'irrazionalità dell'esistente.
Nacquero allora le utopie che progettavano per l'essere umano un'esistenza favolosa ed equa. Però, la Città del sole (1602) di fra' Tommaso Campanella fu un qualcosa che andava oltre il piano di innovazione e di riordinamento del tessuto urbano, che pur c'era, e innestava il tutto in un sistema comunitario, razionale ma anche forgiato su un impianto monastico e conventuale. Si affermarono le utopie del «viaggio», sollecitate dalle scoperte geografiche e della ricerca di società spontanee e naturali, ai margini del mondo conosciuto, in aree lontane, oppure legate a ipotesi e sperimentazioni scientifiche e astronomiche – di Copernico, di Galileo, di Newton – che richiamavano pur sempre un'esplorazione al di là dell'orbe terracqueo e miravano a spandersi sulla luna, nel sistema solare: così nell'Altro mondo o Gli stati e gli imperi della Luna di Cyrano de Bergerac (1657-1662). Ci fu l'utopia che promoveva il ritorno all'età dell'oro e alle società primitive – frutto dell'estendersi delle conoscenze – con la creazione, che si potrebbe definire idealista e razionale congiuntamente, della figura del «buon selvaggio». Oppure quelle che guardavano al governo comunitario totalizzante, ma sempre razionale, frutto dell'applicazione del perfetto Codice della Natura di Morelly (1755), e quelle che ponevano l'accento sull'eguaglianza effettiva delle condizioni e del sapere; quelle che esigevano la parità, sempre, e la giustizia per i «diversi» di ogni tipo, quelle che ricostruivano il passato nell'oggi e volevano far coincidere con esso l'avvenire.
Seguirono ancora le ucronie – fuori dal tempo –, che ebbero il loro testo originario in L'anno 2440 di Mercier (1770), per giungere a tutte le dissacrazioni novecentesche, fra le quali emersero, e dominano tuttora, oltre a Orwell, Il mondo nuovo di Aldous Huxley (1932) o la ripulsa del conformismo, distruttivo e anticulturale, di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury (1951).

3. La rapida sintesi qui proposta vuol soltanto indicare quanto le utopie, con i loro percorsi immaginari e le loro intuizioni realistiche, abbiano condizionato la vita politica e culturale delle società umane.
Luigi Firpo, nella sua vita di storico, di filologo, di scienziato della politica e di bibliofilo, fu non solo ricercatore sui temi dell'utopia, ma anche raccolse nella sua Biblioteca centinaia, se non migliaia, di testi di utopisti e ne studiò e ripubblicò numerosi.
Attraverso una parziale e limitata esposizione visiva, si vuole, con la Mostra, ripercorrere il percorso di Firpo nella costruzione della sua Biblioteca, che da venticinque anni è a disposizione degli studiosi e che ora viene presentata in una sua piccola sezione a un pubblico largo, con una serie di immagini, di riproduzioni e di testi originali (questi ultimi, per motivi tecnici e per la normativa vigente, sono tutti posteriori alla data di pubblicazione del 1830).
Non si tratta di mere curiosità. Illustrano una parte consistente e costitutiva del dibattito politico che si è sviluppato lungo i secoli.

 

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