16 febbraio 2017 - La difesa delle libertà. Autonomie alpine nel Delfinato tra continuità e mutamenti (2)

 

FILMATO DELLA PRESENTAZIONE

PRESENTAZIONE  del libro di Davide De Franco "La difesa delle libertà. Autonomie alpine nel Delfinato tra continuità e mutamenti (secoli XVII-XVIII)" Milano, Franco Angeli 2016

 

Nelle Alpi centro-occidentali, dal basso medioevo è testimoniata l’istituzione di unioni di comunità e di villaggio, che attraverso propri organi rappresentativi agivano nell’interesse collettivo, affrontando questioni inerenti la fiscalità, le contribuzioni di  guerra, i beni comuni. Tra queste, gli escartons del Brianzonese agivano dal XIV secolo in una regione di frontiera posizionata sul versante francese e su quello italiano delle Alpi Cozie. L’autonomia degli escartons era garantita dagli statuti concessi nel 1343 dal delfino Umberto II. La cessione del Delfinato ai Valois nel 1349 non mutò l’autonomia di queste valli alpine, che fino al XVIII secolo ottennero in diversi momenti conferma degli statuti dai re di Francia. La guerra di successione spagnola e il trattato di Utrecht del 1713 comportarono la divisione dell’antico baliaggio delle montagne; tre dei cinque escartons furono ceduti agli Stati sabaudi, che in questo modo rinforzavano i propri confini sulle Alpi. Divise tra due corone, queste istituzioni alpine furono ancora riconosciute dal potere regio, continuando a rappresentare gli interessi locali pur in un quadro di progressivo indebolimento della loro reale autonomia.

 

Con l'Autore intervengono

 

     Dino Carpanetto               Alessandro Pastore                Claudio Rosso

   (Università  di Torino)          (Università di Verona)     (Università del Piemonte Orientale)

 

                                                 Ingresso libero

 

 

 

2 dicembre 2016 - Croce e Gentile. La cultura italiana e l'Europa.

Presentazione dell'opera edita dall'Istituto dell'Enciclopedia Italiana (Treccani) organizzata dalla Fondazione Luigi Firpo Onlus e dal Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione dell'Università di Torino.

Presso la sede della Fondazione Luigi Firpo Onlus in piazza Carlo Alberto 3, insieme al curatore Michele Ciliberto hanno discusso Michele Cambiano, Michele Cometa, Vincenzo Ferrone, moderati da Massimo Mori.

IL FILMATO DELL'INCONTRO

 

Croce e Gentile. La cultura italiana e l Europa - 2.12.2016-page-001

11 novembre 2016 - Orgoglio e genocidio. L'etica dello sterminio nella Germania nazista

Venerdì 11 novembre 2016 ore 16,30-18,30 Presentazione del libro di Alberto Burgio e Marina Lalatta Costerbosa Orgoglio e genocidio. L'etica dello sterminio nella Germania nazista, Roma, Derive Approdi 2016.

Con gli Autori intervengono Francesco Cassata (Università di Genova) Massimo Mori (Università di Torino). Presiede Gian Mario Bravo.

Fondazione Luigi Firpo - Centro di Studi sul Pensiero Politico - Onlus Piazza Carlo Alberto 3,

I piano della Biblioteca Nazionale Universitaria   Torino 

 

Ingresso libero orgoglio genocidio cop47

 

Info 011.8129020

 

 

Negli anni Trenta e Quaranta del Novecento, 

nell’Europa sottomessa algiogo nazista, accaddero due

fatti sconvolgenti. Decine di migliaia di persone «normali» si dedicarono

all’assassinio di milioni diesseri umani inermi. Gran parte di una popolazione

tra le più civilizzate collaborò a un genocidio perpetrato in suo nome.

Assistette indifferente alle deportazioni. Ascoltò partecipe racconti che

narravano di massacri di donne e bambini e dello sterminio dei reclusi nei

campi della morte. Come avvenne tutto ciò? Perché tanti vollero macchiarsi

di crimini così orrendi? E soprattutto: come poterono

 

considerarli, con orgoglio, gesti eroici, premesse di un’era gloriosa?

 

Alberto Burgio insegna Storia della filosofia all’Università di Bologna. Su questi temi ha scritto Nonostante Auschwitz. Il “ritorno” del razzismo in Europa (2010) e curato, con Adriano Zamperini, Identità del male. La costruzione della violenza perfetta (2013).

 

Marina Lalatta Costerbosa insegna Filosofia del diritto nell’Università di Bologna ed è membro del Comitato di Bioetica dello stesso ateneo. Su questi temi ha scritto, con Massimo La Torre, Legalizzare la tortura? Ascesa e declino dello Stato di diritto (2013) e curato Lo spazio della responsabilità. Approdi e limiti delle neuroscienze (2014). Del 2016 è Il silenzio della tortura. Contro un crimine estremo.

 

 

 

 

30 settembre 2016 - Piero Gobetti "Dal bolscevismo al fascismo"e "Paradosso dello spirito russo"

Il 30 settembre 2016 presso la sede della Fondazione Luigi Firpo Onlus

si terrà la presentazione di due delle Edizioni Gobettiane ripubblicate dalle Edizioni di Storia e Letteratura

nel progetto curato dal Comitato Edizioni Gobettiane diretto da Bartolo Gariglio.

Uscito in rivista con un diverso titolo nel marzo 1923, Dal bolscevismo al fascismo rappresenta il tentativo di Gobetti di tracciare un bilancio critico della cultura politica italiana, in un percorso che culminerà un anno dopo con la pubblicazione della Rivoluzione Liberale. Nel ritrarre un Paese in trasformazione, Gobetti non ne nasconde le contraddizioni a livello economico, sociale e soprattutto politico. L’esperienza dei consigli di fabbrica e l’impegno dei comunisti torinesi vengono registrati come un episodio isolato e già lontano, mentre sempre più diventa pressante e urgente una lettura critica del fenomeno fascista, di fronte alla cui natura Gobetti deve chiedersi amaramente se non si avrà «a breve scadenza una lotta esasperata per le condizioni di libertà più elementari».

Sin da subito interessato agli avvenimenti della rivoluzione bolscevica, nel 1919 Gobetti ne aveva enunciato il «paradosso»: l’opera di Lenin e Trockij, al di là delle ideologie, era da considerare come «la negazione del socialismo» e dunque un’affermazione di liberalismo sostanziale, in quanto promotrice di un processo di liberazione dal basso, ancorché con mezzi autoritari. Secondo Gobetti, la rivoluzione aveva finalmente formato una reale «coscienza politica», aveva gettato le basi di uno Stato moderno ed elevato la Russia al livello di civiltà dei popoli occidentali. Il Paradosso dello spirito russo è il libro incompleto – e in parte ‘costruito’ da Santino Caramella, curatore dell’edizione postuma del 1926 – nato da quella originale e controversa tesi.

NE DISCUTERANNO, CON I POSTFATORI PIETRO POLITO E ANTONELLO VENTURI,

GIAN MARIO BRAVO, BARTOLO GARIGLIO, VINCENZO FERRONE, GIUSEPPE RICUPERATI

L'INGRESSO è LIBERO

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