Un patrimonio comune da tutelare e curare

 

 

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L'antiporta della prima edizione del Leviatano di Hobbes si rivela nei suoi più minuti particolari nell'ingrandimento che abbellisce una delle porte della grande libreria che corre lungo l'asse centrale della sede della Fondazione.

La libreria custodisce l'importante raccolta firpiana di edizioni antiche di opere di pensiero politico non solo italiano, dal Rinascimento all'Illuminismo, non solo di autori celebri quali Machiavelli, Botero, Bodin, Sarpi, Boccalini, Campanella, Lipsio et c., ma anche di una fitta schiera di autori cosiddetti minori e minimi, di opuscoli, pamphlets, epistolari, il cui insieme è in grado di ricomporre le fila aggrovigliate di una cultura molto articolata e complessa, consentendo agli studiosi di percorrere itinerari di ricerca per larga parte ancora inesplorati.

La raccolta, conservata e messa a disposizione degli studiosi presso la Fondazione Firpo, è di proprietà dello Stato: costituisce pertanto un patrimonio collettivo forse non abbastanza noto, come spesso succede a molti giacimenti culturali esistenti nel paese.

Come ogni bene fisico pervenuto in eredità dal passato, in maniera particolare il libro antico è soggetto al possibile deterioramento dovuto principalmente alla qualità dell'aria degli ambienti in cui nei secoli è stato conservato.
Anche all'interno del fondo firpiano abbiamo individuato una serie di edizioni seriamente bisognose di un intervento di restauro; tra questi è proprio la prima edizione del 1651 del "Leviathan, or the Matter, Forme and Power of a Common Wealth Ecclesiasticall and Civil" di Thomas Hobbes. Si tratta di uno dei pochi esemplari esistenti.

Abbiamo pensato che la salvaguardia dei supporti fisici di idee politche che, nelle loro espressioni più varie e nel loro naturale contrapporsi, hanno, nel corso del tempo, contribuito a mantenere viva l'attitudine dell'uomo a ragionare e a confrontarsi sull'organizzazione della convivenza umana, potessero stare a cuore non solo a noi che ne siamo i meri custodi, ma alla comunità intera, data l'universalità dell'interesse dei temi in questione.
Vorremmo creare una comunità di interessi attorno al progetto coinvolgendo in varia misura coloro che lo sosterranno, anche in misura minima, per favorire la conoscenza del patrimonio nel suo complesso.

Per questo abbiamo deciso di avviare una raccolta di libere donazioni per finanziare le operazioni di restauro.

 

Salviamoli insieme!

Abbiamo chiamato questa azione collettiva "AVRÒ CURA DI TE" perché siamo convinti che la cura nei confronti dei libri sia diretta derivazione dell'attenzione nei confronti del prossimo e dell'umanità tutta. Prendersi cura, prestare attenzione a quel che ci circonda è un modo di guardare alla realtà e alla vita sentendosi positivamente coinvolti e responsabili del mondo in cui viviamo, in tutti i suoi aspetti e nella tuttora sorprendente varietà delle sue declinazioni.

Ogni contributo è importante

Anche parlare del progetto e diffondere la voce, davanti a un caffè con gli amici, sui social, nelle chat, in coda davanti alla cassa del supermercato - insomma in qualunque occasione, è un prezioso aiuto. Vi saremo grati per ogni “passaparola”.

Per dubbi e domande è possibile consultare la sezione FAQ, scrivere una mail a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it., telefonare ai numeri 011.8129020/320.2492605 o venire a trovarci nella nostra sede, al primo piano della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino in piazza Carlo Alberto 3.

Per donare

Donando online (sul sito "avrocuradite.fondazionefirpo.it") si potrà scegliere di usare carta di credito, Paypal, Satispay o il bonifico bancario. Chi preferisse donare in contanti o assegno potrà venire direttamente in sede; provvederemo noi a inserire il nominativo (o a non inserirlo, se si desidera restare anonimi) sul sito, nell'elenco dei sostenitori, e nel Libro dei Ringraziamenti.

Grazie

La campagna “AVRÒ CURA DI TE” si presenta anche come atto simbolico: prendersi cura dei libri come segno dell’attitudine a prendersi cura gli uni degli altri, unica possibile modalità di una convivenza umana accettabile. Questo aspetto più specificamente umano che caratterizza chi sceglierà di partecipare alla campagna ci induce, se possibile, a una gratitudine ancora maggiore. Quindi “grazie di cuore!” a chi condividerà il nostro obiettivo e lo spirito che lo anima.

 

 

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