«Tutti pensano ai nazisti come a degli assassini. Ma prima ancora sono stati ladri: dal 1933 in poi, ovunque abbiano avuto potere», così Elie Wiesel. Perchè si sono impadroniti di una quantità di oggetti di pregio (quadri, gioielli, libri antichi, strumenti musicali o di culto) nettamente superiore alle spoliazioni di Napoleone e di chiunque altro nei tempi più antichi.
A distanza di 80 anni dal conflitto non passa quasi settimana che qualcosa non sia ritrovato. Qui si raccontano storie d’arte e di persone: le fatiche per ritrovare il maltolto, i processi in tutto il mondo, le restituzioni e il vissuto cancellato di chi possedeva quei capolavori. Vicende incredibili, autentici thriller per lo più sconosciuti e ignorati.
Venerdi 6 marzo 2026, alle 10 presso la sala seminari della Fondazione Firpo (piazza Carlo Alberto 3, I piano della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino)
Dario Disegni dialoga con Fabio Isman, autore di “L’arte razziata dai nazisti. Gli ultimi prigionieri di guerra“, il Mulino 2025.
Introduce Paola Bianchi.
Ingresso libero fino a esaurimento posti



